Presentazione del libro "Il Supplente di Matematica"

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Presentazione del libro

Il giorno 8 dicembre 2019 si terrà a Roma, in luogo ancora da definire, la presentazione del libro "Il Supplente di Matematica".

Questa invece è la trascrizione dell'intervento tenuto dall'autore il 22 settembre 2019 in occasione del Pomeriggio letterario che la Bertoni Editore ha tenuto a Roma presso la sala dei marmi dell'Hotel Turner.


Sono qui a presentarvi il mio libro Il Supplente di Matematica.

Di cosa parla
E’ la storia di un informatico che, perdendo il lavoro, si ritrova a fare quello che aveva fatto parecchi anni prima, appena laureato, per un breve periodo, cioè il supplente in una scuola.
Affronta questa nuova avventura con uno stato d'animo che non è dei migliori. E' turbato dalla perdita del lavoro avvenuto in tarda età e dall’avere una famiglia sulle spalle. Si aggira per casa in pigiama senza voglia di fare nulla e senza energia. Passa ore e ore davanti alla televisione a guardare tutta una serie di programmi politici che gli accentuano ancor più il rancore nei confronti della politica.
Nonostante gli sforzi non riesce a concentrarsi sulla matematica e si presenta in classe impreparato. E’ costretto quindi a parlare di tutto tranne che di matematica. I primi giorni, preoccupato di non saper gestire la vivacità dei ragazzi, cerca di conquistare l’attenzione parlando di calcio, l'argomento che più interessa ai giovani. Poi, acquisita una maggiore sicurezza, passa a trattare argomenti più impegnativi aventi per sfondo un’Italia ben diversa da quella che è prospettata dalla politica, dalla televisione e dai giornali.
Non spiega, non da compiti a casa e non interroga. Per questo inizia a piacere agli studenti e si fortificherà un rapporto che sarà destinato a durare nel tempo anche al di fuori della scuola, ma, per lo stesso motivo, sarà risolutamente osteggiato dall’influente professoressa d'italiano per nulla disposta ad accettare un supplente così fuori dagli schemi e lontano dal sistema scolastico che lei ben rappresenta.

Come è strutturato
La struttura del romanzo riflette (il paragone è un po’ eccessivo) il libro Cuore di De Amicis.
Nel libro Cuore, ogni mese è un capitolo che contiene un racconto del maestro. Qui, invece, ogni giorno di lezione è un capitolo che contiene un racconto del supplente.
I racconti hanno un peso importante perché trattano fatti, realmente accaduti, utilizzati per spiegare concetti importanti come quello della precarietà delle cose umane (l'inutilità nell’affannarsi ad accumulare ricchezze) oppure quello del senso della fuga del tempo (l'importanza di non sprecarlo, di cogliere l’attimo, di essere consapevoli che il tempo man mano che passa chiude alle nostre spalle dei cancelli e non ci permette di tornare indietro).
Il parlare a ruota libera diventa una valvola di sfogo per il supplente. Inoltre la spensierata allegria e l’entusiasmo dei ragazzi in qualche modo lo contagiano e lo aiutano a evadere dalla sua visione negativa della vita. Ma proprio quando il buonumore inizia ad avere la meglio sul pessimismo accade un evento imprevisto che lo riporta a fare i conti con i pensieri negativi.

Questo è un sunto di cosa parla il libro e di come è strutturato. Adesso invece vorrei parlarvi di come è nato.

Come è nato
Tutto è iniziato in un periodo particolare della mia vita quando ho sentito la necessità di scrivere fatti che in qualche modo mi avevano colpito. In un secondo tempo questi promemoria, che avevo conservato, li ho amalgamati in una storia romanzata.
C’è stata una prima versione del libro, risalente al 2015, che ho presentato alle case editrici senza avere alcun ritorno. Invece la seconda versione, questa, risalente al 2018, con il doppio di pagine rispetto alla precedente, ha avuto sette proposte di pubblicazione. Fra le sette ho scelto la casa editrice del sig. Bertoni che ho ritenuto la migliore e il risultato è questa pubblicazione.
In questa versione i personaggi e lo stato d’animo del supplente hanno assunto maggiore importanza rispetto ai racconti.
Alcuni personaggi riflettono persone realmente esistite. Ad esempio:
• Tonino era un mio compagno di classe delle superiori che, come descritto nel romanzo, portava il giornale e lo metteva in bella vista sul banco quando c'era l'ora di matematica. Se poi il professore diceva: "Tonino portami il giornale" significava che non si faceva lezione e noi eravamo contenti. (Poi all'università, quando ho dovuto affrontare l'esame di analisi matematica, mi sono reso conto che non era proprio il caso di essere contenti.)
• La figlia del professore di educazione fisica era una studentessa che ho avuto quando, appena laureato, ho insegnato matematica in un istituto magistrale. Lei era la figlia del mio professore di educazione fisica alle scuole medie e, come descritto nel romanzo, aveva una bellezza da togliere il fiato. (Lo dimostra il fatto che, a distanza di decenni, è diventata parte di questo romanzo.)
• Il nome “Acanfora” invece l’ho usato in ricordo di un compagno di classe delle superiori prematuramente scomparso poco dopo la fine della scuola per overdose.
Il motivo conduttore del romanzo sono i turbamenti del supplente che riflettono lo stato d'animo che avevo quando, nel dicembre 2013, ho iniziato a scrivere i promemoria che poi sono diventati i racconti del supplente.
Aprirei a questo punto una parentesi per fare una carrellata degli avvenimenti che accaddero in quel periodo complicato:
1) La società dove lavoravo da più di 20 anni era stata acquisita da poco e non era chiaro il destino dei dipendenti e quindi nella testa mi frullavano dubbi sul futuro lavorativo (giustificati dalla tendenza che hanno le aziende a sostituire il personale più anziano con giovani più freschi e che costano meno)
2) eravamo al culmine della recessione seguita alla crisi finanziaria del 2008
3) qualche anno prima, a causa del bolla immobiliare, mi ero reso conto che non potevo permettermi una casa a Roma nonostante che erano 20 anni che lavoravo e che (con sacrifici) mettevo da parte i soldi.
A dire la verità una casa l’avrei potuta pure comprare ma solo facendo un mutuo tombale che avrei finito di pagare da vecchio. E io non volevo passare l'intera vita a pagare, schiavo di una banca, con il terrore di ammalarmi o di perdere il lavoro e quindi tentennavo discutendo con mia moglie che invece voleva una casa e avrebbe acquistato indipendentemente dal prezzo o dal concetto di caro o economico.
Eppure, nonostante i prezzi alti, le case si vendevano più del pane. A Roma c’erano più agenzie immobiliari che alimentari o forni e i prezzi continuavano a salire anche perché:
• La politica non faceva nulla. Infatti l'aumento dei prezzi favoriva la crescita e ai politici andava bene così.
• Le banche si erano inventate delle forme di mutuo che coprivamo fino al 100% del valore della casa e con durate fino a 50 anni e quindi permettevano l'acquisto anche a chi non poteva.
• I giornali pubblicavano articoli che spingevano all'acquisto e insinuavano negli italiani la convinzione che i prezzi delle case erano destinati a salire sempre di più.
Solo io la pensavo diversamente ed ero convinto che i prezzi prima o poi si sarebbero abbassati e quindi aspettavo, però i prezzi anziché abbassarsi si alzavano e poi è successo un qualcosa d’imprevisto. La bolla immobiliare non scoppiò in Italia come pensavo, ma bensì prima negli Stati Uniti, dove stavano più avanti di noi di qualche anno. Le banche americane che avevano concesso mutui facili, con troppa generosità e leggerezza, si trovarono in difficoltà, iniziarono a vacillare e a fallire e questo provocò la crisi finanziaria del 2008 (la cosiddetta crisi dei mutui subprime) con il conseguente crollo di tutte le borse mondiali.
Così, come in un terribile incubo, ho visto dieci anni di lavoro andare in fumo. In pochi mesi, il mio capitale (che era investito in fondi comuni azionari e obbligazionari) si era dimezzato.
Ma torniamo al libro e al nostro protagonista. Il supplente scopre, sulla sua pelle, che la vita è come un viaggio su una zattera malridotta che al primo agitarsi del mare può naufragare.
Quando la zattera affonda ingoia sorsate dolorose che lo trascinano sempre più in basso, quasi a toccare il fondo. Poi, finalmente, uno spiraglio. Un evento inaspettato e un po' di fortuna gli cambiano l’esistenza e gli aprono la strada verso un futuro migliore.
Beh quello che successo al supplente è successo anche a me, però in modo decisamente meno romanzato. Un po' di fortuna e un evento inaspettato mi hanno permesso di acquistare una casa a Roma senza mutuo.

Mi fermerei qua.
Dico solamente che presentato così sembra che il libro sia un po’ pesante da leggere invece ho cercato di renderlo semplice, piacevole e divertente e spero di esserci riuscito. I primi ritorni delle persone che lo hanno letto sono confortanti, vediamo se vengono confermati da altri.
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