Grecia Italia. Ecco cosa succederà in Italia se la politica non cambia.

L’Italia nell’anno che verrà.
Roma non è una città fredda. La colonnina di mercurio scende sotto lo zero raramente e solo nei tre o quattro mesi invernali nelle ore del primo mattino di pochi giorni nell’anno.
Quest’anno però il freddo si fa sentire e sembra più pungente a causa della pesantissima crisi che ci ha colpito.
Anche se la temperatura è sopra lo zero avere la casa calda è un desiderio, un sogno irrealizzabile.
Il taglio degli stipendi e la pressione fiscale aumentata in modo esponenziale ci spinge a una ricerca spasmodica del risparmio.
Per ridurre i consumi eccoci quindi nella pineta a raccogliere legna da ardere per la stufa a legna che ormai ha sostituito il riscaldamento a metano che da noi non viene più utilizzato o quasi.
La crisi è come una malattia contagiosa che si sta diffondendo a macchia d’olio.
La miseria traspare ovunque, la mattina presto, nelle strade deserte, con gente che fruga nei cassonetti oppure la sera in quelle vie che un tempo erano illuminate e affollate e che oggi invece sono buie come l’asfalto e scandite da una sequenza ininterrotta di negozi chiusi.
L’Italia è in ginocchio.
La crisi ha tolto la fiducia, la speranza di un futuro migliore, ha distrutto, insieme alle illusioni, anche la dignità della gente.
Il numero dei disoccupati cresce giorno dopo giorno e chi ha ancora un lavoro vive comunque in condizioni difficili con la preoccupazione che l’impresa presso cui lavora possa chiudere dall’oggi al domani. Timore legittimato dalla crescita bloccata, dai consumi calanti e dall’impossibilità di ottenere prestiti, dalla situazione economica in generale che costringe molte piccole e medie aziende a chiudere lasciandosi alle spalle solo debiti da pagare.
Ma i tempi di crisi sono anche tempi di grandi occasioni, di quelle da cogliere al volo, e il capitalismo, gettando la maschera, sta mostrando la sua faccia più crudele. Così esplodono le disuguaglianze fra coloro che, come nel dopoguerra, si riscaldano con la legna e cenano a lume di candela e i profittatori che stanno acquistando importanti proprietà (appartamenti prestigiosi in quartieri centrali) a prezzi stracciati, da chi, in difficoltà, è costretto a vendere.
Mentre una fetta sempre più ampia di popolazione fa fatica a farsi vedere e a far sentire i propri bisogni, una classe politica e dirigente, sempre più distante, facendo sfoggio di privilegi, svende società, infrastrutture, partecipazioni e immobili dello stato ormai costretto a privatizzare gran parte dei suoi beni per fare cassa.
Il governo che in passato non è riuscito a combattere la piaga dell’evasione fiscale, gli sprechi, la corruzione e che ci ha portato alla rovina, oggi, barricato all’interno dei palazzi del potere, è poco più di un fantoccio che tira a campare e applica servilmente le politiche di austerità imposte dall’Unione Europea con il solo scopo di allungare l’agonia di un paese malato che si appresta a morire.
Foglia dopo foglia, come un carciofo, senza compassione, l’Italia viene così spogliata di ogni proprietà e così continuerà finché non ci rimarrà nulla.

Questo scenario talmente apocalittico da sembrare irrealizzabile in realtà non è altro che la rappresentazione di quello che sta avvenendo oggi in un paese simile e vicino al nostro. La Grecia. Il buon senso dovrebbe spingere ad attuare politiche diverse da quelle intraprese dal governo greco.

G. D’Angelo