Come sarà il futuro dell’Italia? La più autorevole delle risposte

Un tedesco chiese a Dio: «Signore come sarà il futuro della Germania?»
Dio, sorridendo, rispose: «Saranno anni difficili. La crescita sarà debole a causa dell’incertezza dell’Eurozona. Diminuiranno le esportazioni soprattutto verso i paesi in crisi. Lotterai per conservare intatto il tuo stipendio.»
Il tedesco, disperato e inconsolabile, si accasciò a terra, piangendo come un bambino.
Un francese chiese a Dio: «Signore come sarà il futuro della Francia?»
Dio, serio, rispose: «Saranno anni in cui i sintomi della crisi saranno ben visibili. Il deficit pubblico crescerà ancora e la crisi industriale, soprattutto nel settore auto, diventerà molto preoccupante. Lotterai per non andare in cassa integrazione.»
Il francese, disperato e inconsolabile, si accasciò a terra, piangendo come un bambino.
Un italiano domandò a Dio: «Signore come sarà il futuro dell’Italia?»
Dio si accasciò a terra e, piangendo come un bambino, rispose: «Purtroppo i politici, con il sistema clientelare del mangia e fai mangiare, hanno distribuito inutili posti di lavoro e finanziamenti pubblici a pioggia e questo ha prodotto un debito pubblico enorme. Ora, per rispettare i parametri europei, sono costretti ad aumentare le tasse. Gli italiani, con meno soldi in tasca, spenderanno meno e le imprese, vendendo meno, metteranno in cassa integrazione oppure chiuderanno. Lotterai per non perdere il posto di lavoro e non potrai andare in pensione perché, nel frattempo, ti allungheranno l’età pensionabile per compensare il fatto che in passato ci si poteva andare già a quarant’anni. In ultimo, dovrai mantenere anche i tuoi figli perché la disoccupazione giovanile raggiungerà dei livelli da record.»
L’italiano disperato e inconsolabile per tutte quelle parole, dopo aver guardato l’orologio, tirò un sospiro di sollievo. Nulla era perduto, faceva ancora in tempo a vedere la partita. Con passo veloce e la bandiera in mano s’incamminò felice e spensierato verso lo stadio mentre borbottava: «Quanto gli piace de chiacchierà!»

G. D’Angelo