Le parole di Papa Francesco durante la messa per i parlamentari fanno il miracolo: un politico si pente e chiede perdono

Durante la messa, tenuta in San Pietro, Papa Francesco ha rivolto un durissimo monito ai 492 parlamentari italiani presenti:
"Una classe dirigente che si allontana dal popolo che si è chiusa nel proprio gruppo, partito, nelle lotte interne, diventa gente dal cuore indurito. Da peccatori scivolano in corrotti. I peccatori pentiti sono perdonati. I corrotti no, perché rifiutano di aprirsi all'amore".

Queste parole, come pietre, hanno scalfito il cuore, pur inaridito, di un politico, che folgorato, inaspettatamente si pente, chiedendo perdono davanti al crocifisso:
"Gesù, mi pento e mi dispiaccio con tutto il cuore delle mie malefatte, perché così ho meritato i tuoi castighi.
Mi riprometto con il tuo santo aiuto di non usare mai più i soldi dei contribuenti per fare viaggi, pranzi e cene a base di ostriche, aragoste e champagne, di non prendere mai più mazzette a spese dei malati, pensionati e disabili, di accontentarmi del mio misero stipendio, delle indennità, dei privilegi e quindi di non usare mai più i soldi pubblici per acquistare mutande verdi, vibratori, cartucce per la caccia e il pranzo di nozze di mia figlia.
Inoltre mi riprometto di non accettare appartamenti, vacanze, lauree e ristrutturazioni pagate a mia insaputa e di non appropriarmi mai più dei finanziamenti elettorali per comprare la caldaia della mia casa al mare.
M'impegno a non dire bugie o falsità come quel giorno che votai Ruby nipote di Mubarak e mi propongo di fuggire le occasioni prossime di peccato anche se, come sai, l’occasione fa l’uomo ladro.
Gesù, misericordia, perdonami."

Gesù dopo aver ascoltato la preghiera:
"Figlio mio, non hai bisogno di chiedere perdono. Devi solamente ringraziare."
Il politico con grande sorpresa e guardandosi intorno:
"Ringraziare? E chi, Signore?"
"Gli antichi Romani, per avermi inchiodato qui sulla croce. Altrimenti sarei sceso e chissà cosa t’avrei fatto.”
“T’avrei fatto un CULO COSI’ figlio mio” avrebbe voluto dire. Ma, ovviamente, si trattenne. Anche se a fatica.

Purtroppo non c'è stato alcun miracolo, nessun pentimento. E' solo un modo scherzoso per dire ai nostri politici che ormai hanno fatto perdere la pazienza proprio a tutti, perfino a Gesù Cristo. Perfino a colui che ci ha insegnato a porgere l’altra guancia, ad amare anche coloro che ci fanno del male.
Per far capire che la misura è veramente colma.


G. D’Angelo
Marzo 2014