Berlusconi e il Paradiso S.p.A. tutta la verità senza omissioni

Silvio Berlusconi, aprendo a Roma la prima conferenza dei nuovi club "Forza Silvio", diverte la folla raccontando l'immancabile storiella del Paradiso S.p.A:
"Berlusconi muore e, ahimè, anche in Paradiso leggono la Repubblica e il Fatto Quotidiano, e quindi lo mandano all'inferno.
Lui va lì, ma dopo qualche giorno non può stare fermo, si tira su le maniche e decide di risolvere quello che non funziona: i problemi di surriscaldamento dovuti alle fiamme.
Morale: in un paio di giorni l'Inferno va a posto.
Allora dal purgatorio, dove hanno il problema del sovraffollamento, lo chiamano su.
Anche lì Berlusconi rimette le cose in ordine. Morale: in un mese tutto è a posto.
Così lo chiamano su in Paradiso, dove lo riceve il Padreterno.
Di solito gli appuntamenti con il Padreterno, che è uno sveglio di testa, durano un minuto, e invece passa un'ora, due ore, tre ore, ... tutti i santi, gli angeli si affollano attorno all'ufficio.
Finalmente escono dall'ufficio con Berlusconi che ha una mano intorno alla spalla del Padreterno che dice:
‘Caro Silvio, la tua idea di trasformare il Paradiso in una Società per Azioni e di quotarla in borsa è un'idea geniale e mi ha convinto. C'è una sola cosa che non ho capito: perché io dovrei fare il vicepresidente?’"


Se sei un sostenitore di Berlusconi e ti accontenti fermati pure qui.
Se invece vuoi conoscere come sono andate veramente le cose devi continuare a leggere perché nel racconto di Berlusconi sono stati omessi molti particolari importanti.

Berlusconi, pur omettendo, sostanzialmente dice il vero tranne nel punto in cui dice:
"ahimè, anche in Paradiso leggono la Repubblica e il Fatto Quotidiano, e quindi mi hanno mandato all'Inferno"
In realtà il motivo per cui fu destinato all'Inferno furono le sue malefatte così come, in vita, fu condannato, non a causa della magistratura politicizzata, bensì, sempre e solo per le sue malefatte.

Comunque ecco come sono andate davvero le cose.

Per Berlusconi risolvere il problema del surriscaldamento dell'inferno fu semplice.
Poiché nell'aldilà ogni anima ha un orologio e quando l'anima dice una bugia l'orologio gira, l'idea brillante di Berlusconi fu quella di usare il suo orologio come ventilatore.
Ciò è bastato per fare in modo che all'Inferno non ci fosse mai più surriscaldamento.

Molto più complicato fu invece risolvere il problema del sovraffollamento del purgatorio.
Devi sapere che, a differenza dell'Inferno e del Paradiso che sono luoghi infiniti, il purgatorio è un luogo finito, per capirci come la terra, dove le anime transitano in attesa di raggiungere la destinazione definitiva. A secondo di come le anime si comportano in Purgatorio il Padreterno decide se destinarle all'Inferno o al Paradiso.
Berlusconi, facendo tesoro della sua esperienza terrena, capì subito dove e come doveva intervenire.
Doveva ridurre i tempi di permanenza delle anime in purgatorio, doveva facilitare e velocizzare i tempi decisionali del Padreterno. E per ottenere questo doveva rendere le anime succubi dei valori inculcati dalle mode, doveva instaurare in loro il mito del possesso e dell'apparenza.
Ed ecco il suo grande colpo di genio. In purgatorio ci serviva una cosa che mancava: la televisione.
La televisione, con la pubblicità, riuscì a convincere le anime, tramite spot con immagini di esistenze perfette, a non accontentarsi, a non fare più rinunce, a volere sempre di più. E questo stimolò la ricerca del profitto, la megalomania individualistica, il rifiuto della morale e l'egoismo. Così una quantità sempre maggiore di anime, indottrinate ai valori dell'effimero, finirono all'Inferno dopo breve permanenza in purgatorio.
Il problema del sovraffollamento del purgatorio era stato così definitivamente risolto.

Il Padreterno venendo a conoscenza delle imprese di Berlusconi volle conoscerlo in udienza privata.
Il paziente San Pietro che aveva avuto modo di conoscere il fare di Berlusconi lo mise in guardia:
"Signore, oggi in udienza, Le consiglio di annuire sempre, di non controbattere, di dargli sempre ragione altrimenti Le potrebbe attaccare un pippone interminabile"
Il Padreterno seguì alla lettera il consiglio di San Pietro e si limitò a dire di sì con la testa per tutto il tempo.
Addirittura, a un certo punto, nel bel mezzo del suo discorso, Berlusconi spontaneamente, fece misteriosamente scivolare una corposa bustarella tra le pieghe della veste del Padreterno, il quale, tenendo sempre fede al suggerimento di San Pietro, fece finta di non vedere.
Ma nonostante ciò l'incontro si prolungò per ore e ore, talmente tanto che i santi e gli angeli si affollarono incuriositi attorno all'ufficio.
Quando uscirono, Berlusconi aveva una mano intorno alla spalla del Padreterno che finalmente pronunciò risentito ma bonario le sue prime e uniche parole:
"Caro Silvio, ... e IO, secondo te, dovrei trasformare il MIO Paradiso in una società per azioni dove sarei solo il VICEPRESIDENTE? Caro Silvio non ti pare di essere stato un po' sfacciato a provarci anche con me, che sono Dio?”

Ovviamente del Paradiso S.p.A non se ne fece niente e Berlusconi fu rimandato all'Inferno.
Meglio così, visto che i suoi amici politici stavano tutti lì. In Paradiso con chi avrebbe ricordato i bei tempi andati, quando tutti insieme si arricchivano alle spalle degli italiani?
Ma te lo immagini Berlusconi in Paradiso che, saltella di nube in nube, suona l’arpa, prega e canta solo soletto e per di più senza le sue donne preferite visto che quelle di un certo tipo stanno tutte all'inferno?
Anche se viene chiamato Paradiso, per Berlusconi, quello sarebbe stato un posto di merda.

Se sei un sostenitore di Berlusconi non te la prendete. Queste parole sono come quelle del Padreterno, sono dette in tono bonario e giocoso. Vanno prese come ennesimo omaggio al carisma del personaggio.

G. D’Angelo
Marzo 2014