Qualcosa di nuovo e di insolito sta sconvolgendo la politica. Sarà un bene per gli italiani?

Idee chiare, giudizi perentori, dinamismo e linguaggio lontano dal vecchio politichese, ecco il Renzi capo di governo.
Ineludibile e impietoso è il paragone con il governo passato, che diventa sempre più sconfortante per Letta.
Sembra che dopo i mesi di palude di un governo dormiente si sia passati, di colpo, all’affrontare temi di cui si parlava, senza risultati, ormai da decenni.
Le auto blu messe in vendita in asta su eBay, il taglio di 10 miliardi di Irpef con quasi 80 euro in più in busta paga, la legge elettorale, il tetto sugli stipendi dei manager pubblici, il jobs act per favorire il rilancio dell'occupazione, l'abolizione delle Province, del Senato e degli enti costosi e inutili come il Cnel.
Pare che, dopo anni di chiacchiere, con Renzi, sia arrivato finalmente il momento del fare.

Con spregiudicatezza assoluta, Renzi, ha deciso di fare il governo anche senza una maggioranza stabile al senato, assumendosi la grossa responsabilità, di non poco conto, di rischiare di spaccare il partito che lo ha eletto segretario e, conseguentemente, di terminare prematuramente la sua carriera politica.
Eppure c'era un precedente sciagurato, quello di D’Alema che il 28 ottobre 1998 arrivò a Palazzo Chigi dopo aver fatto cadere il governo Prodi e, anche lui, senza passare dalle elezioni.
Il suo primo governo durò poco più di un anno, il secondo appena quattro mesi. Un'esperienza fallimentare che segnò per sempre la sua carriera.
E c’è un altro episodio coincidente. Così come Renzi ha stipulato un accordo con Berlusconi, anche D’Alema, all'epoca stipulò il "patto della crostata" a casa di Gianni Letta e andò a palazzo Chigi dopo aver presieduto la Bicamerale, naufragata, poi, per una repentina marcia indietro di Berlusconi che determinò anche la fine del suo governo.

Il Matteo Renzi leader ambizioso e decisionista (come lo era pure il D’Alema del 1998) riuscirà a cavarsela? Sarà capace di trasformare questo azzardo in una opportunità di successo?
La sua tecnica è quella del giocatore di poker che, nonostante la posta in gioco sia già alta, continua a rilanciare aggiungendo nel piatto sempre nuovi provvedimenti su temi da sempre irrisolti.
E' come un pilota di formula 1 che pur continuando a inanellare giri veloci, senza curarsi del rischio, continua ad accelerare, ed è quindi destinato ad arrivare primo oppure a uscire di pista.
Non indietreggia di un centimetro, accelera su tutto:
"Non mollo, non mi fermeranno. A me interessa il consenso delle famiglie"
Con frasi del tipo: "Riforme subito o vado a casa" sta facendo passare l'idea che lui è il cambiamento, quello desiderato dalla gente, riscuotendo così maggiori consensi.
E gli altri partiti?
Per ora lo appoggiano per non far decadere gli accordi presi e per non andare a elezioni che potrebbero rilevarsi critiche o perdenti.

Ma siamo sicuri che il Renzi bravo e simpatico che abbiamo avuto modo di conoscere farà il bene degli italiani?
Non è che, appoggiato dalle grandi testate giornalistiche e dalle televisioni, ci sta buttando fumo negli occhi con il solo scopo di continuare le politiche imposte dai poteri forti e già attuate dai precedenti governi Monti e Letta?
A esempio le auto blu vendute su eBay sono vecchie e con tanti km, a benzina e di grande cilindrata, eppure, nonostante il valore di mercato sia talmente basso da potersi ritenere nullo rispetto alle cifre della p.a., la notizia ha avuto un enorme risalto mediatico.
In ogni caso venderle è stata una cosa buona però a condizione che il Governo non le riacquisti poi nuove.

E le riforme? Siamo sicuri che i cambiamenti proposti vanno nella direzione giusta?
A esempio, la nuova legge elettorale "Italicum" nata dall'accordo Renzi-Berlusconi, come la precedente "Porcellum" (legge porcata) già dichiarata incostituzionale, non prevede le preferenze.
Continueremo quindi ad avere un Parlamento di non votati, di nominati. I capi di partito possono distribuire, a chi gli fa comodo, dei posti pubblici come se fossero di loro proprietà, possono nominare dei semplici portaborse, persone non qualificate ma servili, impiegati fedeli in libro paga con lo scopo di assicurarsi un dominio smisurato e assoluto.
E così anche il futuro Parlamento potrebbe accogliere personaggi più o meno stravaganti che nessuno voterebbe del calibro di Razzi e Scilipoti, oltre che la folta schiera di avvocati di Berlusconi.
E l'abolizione del Senato?
E’ vero che viene eliminato il bicameralismo perfetto con risparmio di tempo sull'approvazione delle leggi che non devono più passare più volte per entrambe le camere, ma il Senato in realtà non viene abolito, bensì viene sostituito dal "Senato delle autonomie" che continua a conservare tutti i costi di struttura, di palazzo, di affitto, di dipendenti, di stenografi del vecchio senato.
Il "Senato delle autonomie" è una specie di doppio lavoro per governatori, consiglieri di regione e sindaci che periodicamente dovranno lasciare le loro attività locali per recarsi a Roma. Si presumono quindi ulteriori spese (anche di trasferta) che lo stato dovrà affrontare.
Ma allora non era meglio e più semplice diversificare i compiti delle due camere per eliminare il bicameralismo perfetto e dimezzare il numero dei parlamentari per ridurre i costi?
Tuttavia il "Senato delle autonomie" è sempre meglio (almeno dal punto di vista dei costi) dell’attuale “Senato”.

In conclusione dare un giudizio sul Renzi Premier è ancora prematuro, ma in compenso la sua abilità, come venditore di auto blu su eBay, è già diventata una leggenda.

G. D’Angelo
Aprile 2014